Dopo l’amara sorpresa del Decreto fiscale di venerdì scorso che disponeva un taglio clamoroso per i cosiddetti “esodati” del piano Transizione 5.0, e la conseguente levata di scudi da parte del mondo imprenditoriale, nell’incontro convocato d’urgenza per stamattina con i rappresentanti delle imprese il Governo si è impegnato a soddisfare quasi del tutto le domande presentate per l’accesso ai crediti d’imposta dal 7 novembre in poi. L’impegno complessivo del Governo per il piano Transizione 5.0 sale a 4,25 miliardi.
Per gli investimenti in beni materiali viene assegnato il 90% dei crediti, per le FER e le spese per le certificazioni il 100%.
S dovrà attendere la conversione in legge del DL Fiscale con la modifica in questione (il DL n. 38 è del 27 marzo, la conversione in legge va fatta entro 60 giorni e arriviamo quindi al 26 maggio). A quel punto il GSE potrà ottemperare all'inoltro delle ricevute di conferma del credito.
Lieto fine per i cosiddetti “esodati” del piano Transizione 5.0, ovvero le domande presentate dal 7 al 27 novembre che attendevano la copertura finanziaria.
Dopo le vibranti proteste di tutto il mondo industriale a seguito del taglio del 65% dei crediti d’imposta previsto dal Decreto fiscale di venerdì scorso (decreto legge n. 38 del 27 marzo 2026), si è tenuta oggi a Palazzo Piacentini, presso la sede del Mimit, l’incontro tra i ministri Adolfo Urso (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Tommaso Foti (Ministero per gli Affari europei PNRR e Politiche di coesione), il viceministro Maurizio Leo (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e i rappresentanti delle imprese: Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, ma anche Confagricoltura, Coldiretti, Confartigianato, CNA, Confapi, Casartigiani, Alleanza cooperative, Cia.
Durante l’incontro i rappresentanti del Governo hanno rassicurato le imprese, garantendo il sostanziale rispetto delle promesse fatte in occasione della riunione dello scorso 20 novembre 2025, quando avevano detto che tutte le domande validamente presentate sarebbero state soddisfatte.
Nel testo del Decreto fiscale si disponeva che alle imprese in lista di attesa il credito d’imposta sarebbe stato ridotto del 65%. A conti fatti le imprese che contavano sul 45% avrebbero percepito il 15,75%, addirittura meno di quanto avrebbero preso puntando sul piano Transizione 4.0, che garantiva il 20%.
Il Governo si è invece impegnato a soddisfare al 100% le domande validamente pervenute per la parte relativa alle FER e Formazione (precedentemente escluse) e al 90% la parte relativa ai beni strumentali.
L’intervento di “correzione” di quanto previsto nel Decreto-Legge 38 del 27 marzo 2026 dovrebbe essere affidato alla fase di conversione in legge del decreto, che è in queste settimane all’esame del Senato (il decreto-legge va convertito in legge, con modificazioni, entro 60 giorni).
Per soddisfare le domande di crediti d’imposta il Governo aggiungerà ai 2,75 miliardi residui (2,5 miliardi dal taglio al ribasso del PNRR e 275 milioni stanziati con il decreto 175/2025 che fissava la scadenza al 27 novembre) , e l’intero fondo da 1,3 miliardi che era stato stanziato in legge di bilancio (e che invece il Decreto Fiscale prevedeva di utilizzare solo per 537 milioni). A questa somma (4,05 miliardi) saranno poi aggiunti ulteriori 200 milioni necessari per coprire il 100% della parte delle FER in esubero. Si arriva in tutto a coperture per 4,25 miliardi di euro rispetto ai 4,40 che sarebbero serviti per coprire completamente la misura.
Il Governo ha poi voluto sottolineare come a queste risorse vadano sommati sia gli 8,3 miliardi di euro previsti per il nuovo iperammortamento 2026-2028 sia gli ulteriori 1,4 miliardi che proprio il Decreto Fiscale aveva appostato, portando il totale a 9,7 miliardi, per poter finanziare la rimozione del vincolo “Made in EU”, cioè per rendere ammissibili all’incentivo i beni strumentali prodotti in qualsiasi paese del mondo. A questo proposito il Viceministro Leo ha anche promesso tempi brevi per il decreto attuativo sull’iperammortamento.
La somma dei 4,25 miliardi di Transizione 5.0 e dei 9,7 dell’Iperammortamento porta quindi il totale delle risorse messe a disposizione delle imprese, per queste due misure, a quasi 14 miliardi (13,95 miliardi).
Per ciò che riguarda invece le modalità di fruizione, il decreto fiscale preveda che le aziende potranno utilizzare l’intero credito d’imposta in compensazione presentando un modello F24 entro il 31 dicembre 2026. Alla luce del ripristino delle risorse, vedremo se questa impostazione sarà mantenuta in sede di conversione in legge del decreto.






